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venerdì 8 agosto 2014






.. ciò non mi protegge dall'avere un terribile bisogno di - pronuncerò questa parola - religione.
Allora vado fuori la notte a dipingere le stelle.



Vincent Van Gogh, da una lettera al fratello Theo

giovedì 3 gennaio 2013

Phobos e Deimos










Ne " I viaggi di Gulliver", Jonathan Swift descrive l'isola volante di Laputa, fornendo le distanze e i periodi di rotazione dei due satelliti di Marte, a quel tempo del tutto ignorati dalla scienza ufficiale. Quando l'astronomo americano Asaph Hall, nel 1877, li scopre, verifica, con una certa inquietudine, che i dati riferiti al riguardo da J. Swift sono perfettamente esatti. Li chiamerà Phobos e Deimos, Paura e Terrore.




vincent 













martedì 1 gennaio 2013









" Com'era il cielo quando gli uomini pensavano la terra ferma, immobile? Era movimento. Le uniche cose che si muovevano davanti agli uomini erano il cielo e gli animali sulla Terra: tutto il resto era fermo. Il cielo era movimento, come una fiamma avvolgeva la Terra; il nero della notte era il centro di questa fiamma, e la luce del giorno la sua coda splendente, come un vortice in un continuo moto circolare, obliquo, ascendente e discendente, così la Terra si è temprata nella fiamma dell'universo. Una sorta di danza celeste, di intelligenza celeste ha generato nel suo grembo la Terra, come dentro il forno si genera il pane, come dentro la fornace si produce uno scudo, una statua, un'arma, così il cosmo, come fuoco, ha forgiato la Terra"





Giuseppe Leonelli. 






sabato 1 dicembre 2012








" Gli dei nel loro amore, in qualche modo accarezzano il mondo. È un paragone molto adeguato, essi vezzeggiano il mondo, lo sfiorano in certi punti, e questa carezza dura a lungo perché gli dei sono duraturi. Le stelle sono l'espressione dell'amore nell'etere. Lo sono veramente, e in quei punti non vi è nulla di fisico. Vedere una stella ha lo stesso significato che percepire una carezza che nasce dall'amore umano".



Rudolf Steiner



giovedì 2 agosto 2012




" E tu, Cielo... oh! d'un pianto
di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del male!


G. Pascoli



mercoledì 28 marzo 2012





" Gli odierni progressi della cosmologia indicano piuttosto insistentemente che le condizioni della nostra esistenza quotidiana non potrebbero sussistere se non fosse per le parti remote dell'Universo, che tutti i nostri concetti dello spazio e della geometria sarebbero completamente invalidati se le parti remote dell'Universo dovessero scomparire. La nostra esperienza quotidiana, fino ai minimi particolari, sembra essere così strettamente integrata negli aspetti su vasta scala dell'Universo, che è assolutamente impossibile pensare a una separazione delle due cose."


F. Hoyle, Frontiere dell'astronomia

giovedì 17 novembre 2011

amore e paura

" Ho amato troppo profondamente le stelle per aver paura della notte"
G. Galilei




Immagino notti insonni.. l'ardore della richiesta incessante di verità, come mai la paura avrebbe potuto distrarti con il suo piagnisteo?
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