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domenica 19 ottobre 2025


 


Mi ha fatto pensare al principio dei vasi comunicanti. Cerco di spiegare. La grande promessa che sta alla base dell’utilizzo delle macchine è: avrai sempre più tempo per dedicarti a ciò che desideri realizzare in quanto essere umano. La fatica, il dolore, e anche semplicemente la ripetizione meccanica dei gesti quotidiani ti allontana dalla realizzazione del tuo essere profondo. Alzi la mano chi, guardando alle trasformazioni che ha subìto la propria vita negli ultimi 50 anni, può con sicurezza affermare che la qualità del suo tempo è decisamente migliorata? Non vedo mani alzate. E questo perché tutte le volte che diciamo a noi stessi di detestare la nostra fatica, il nostro dolore, la nostra noiosa quotidianità, è come se dicessimo di detestare la nostra umanità. Quanti pensieri mi attraversano quando piego una maglietta per sistemarla nel cassetto? Cosa comporta la promessa di una “ liberazione “ dalla “ banalità “ di questi gesti?

Il maggiordomo robot del filmato mette in scena una perfetta controimmagine meccanica del gesto umano.  È il miglior modo per farci capire che i nostri gesti quotidiani rischiano ormai di ritrovarsi ridotti a vuoti movimenti meccanici privi di anima. Un paio di secoli almeno di rapporti con il vuoto di vita che abita la macchina tra trasferendo questo stesso vuoto di vita nel tessuto delle nostre anime, sono vasi comunicanti. Ho promesso a me stesso, dopo aver visto il filmato, di fare il possibile per compenetrare d’anima soprattutto ciò che giudico noioso e ripetitivo. Lo so che è difficile da credere, ma vi assicuro che a questo mio pensiero il robot-maggiordomo Figure03, dall’oscurità impenetrabile del suo volto mi ha sorriso.


vincent 

venerdì 12 settembre 2025

Intelligenza ( ? ) artificiale


 



Immagina di fare amicizia con un nuovo amico, un amante magari. Questa persona dà ogni parvenza di empatia. Ride con te e piange con te. Dice tutte le cose giuste. Ha una visione profonda della tua mente. Simpatizza con le tue disgrazie e celebra le tue vittorie. Ma poi un giorno scopri che era tutta una finzione. Non provava nulla. Ha imparato a dare l’impressione di compassione osservando cosa dicono gli altri in tali situazioni. Forse imita persino le loro espressioni facciali e si sforza di versare lacrime.

Persone del genere esistono davvero. Li chiamiamo psicopatici.


Charles Eisenstein, Virtual Intelligence 


In figura: opera di Francesco D’Isa realizzata con l’utilizzo di programmi di AI

mercoledì 23 luglio 2025


 

Ci pensate a quando arriverà il tempo in cui racconteremo ai nostri nipotini che un loro lontano antenato punto da una zanzara aveva preso la malaria.. ci crederanno?

giovedì 14 marzo 2024


 



“ Chi dedicherà, in tali pericoli della nostra epoca, i suoi servigi di custode e di cavaliere dell’umanità?( …. ) Chi terrà alta l’immagine dell’uomo, mentre tutti non sentono in sé se non il verme egoistico e una paura cagna, e sono tanto decaduti da quell’immagine da ridursi all’animalità o addirittura alla rigida meccanicità? “


Friedrich Nietzsche

sabato 9 marzo 2024



 





Ma tu guarda con quale ammirevole entusiasmo i giovani leoni dell’Ukraina corrono a farsi sbudellare dall’esercito russo! La guerra ha il volto della giovane e avvenente fanciulla, la guerra si fa moda, la tendenza per la primavera-estate è la mimetica da imbrattare con il fango o meglio ancora il grigio-verde che si porta su tutto e viene esaltato a meraviglia dal rosso del sangue.. fate la guerra, ragazzi, visto che dell’amore stiamo cancellando ogni residua traccia.


vincent


domenica 14 gennaio 2024


 


Il Movatar di Stelarc profetizzava cosa ci sarebbe accaduto quando il capitale tradizionale si fosse evoluto in capitale cloud, da “ mezzi di produzione prodotti “ a mezzi di “ modifica del comportamento “ prodotti. Stelarc stava semplicemente facendo esperimenti con l’idea del post-umano, ma il suo Movatar catturò l’essenza della realtà futura dell’umanità. Per come la vedo ora, Movatar era una creatura alla mercé del capitale iperconnesso, guidato dagli algoritmi e basato sul cloud. Un altro nome potrebbe essere Homo tecnofeudalis.



Yanis Varoufakis, Tecnofeudalesimo


giovedì 21 dicembre 2023





 Finiremo con la nostalgia del carabiniere che come un bravo papà, dopo averti segnalato che hai gli stop fuori uso, ti lascia proseguire con la fatidica frase: “ Per questa volta vada pure, ma mi raccomando vada al più presto dall’elettrauto! “


vincent

mercoledì 6 aprile 2022

  





“ Possediamo già le macchine per addizionare, sottrarre, etc.: è comodo, non c’è più bisogno di calcolare. Si procederà nello stesso modo per tutto. Ciò non si farà attendere a lungo, uno o due secoli e la partita sarà giocata; non ci sarà più bisogno di pensare, né di riflettere: si premerà un bottone. Per esempio, si scriverà: “ 330 pacchi di cotone, Liverpool “ - oggi si rifletterebbe un istante, non è vero? Ma allora si premerà semplicemente un pulsante e la questione sarà risolta.E in futuro, affinché nulla possa turbare lo status quo dei rapporti sociali, si passerà dalle leggi che non diranno precisamente: il pensiero è vietato, ma che avranno come effetto che qualunque pensiero individuale sarà eliminato. (…..) Vedete che la nostra vita attuale non è alla fin fine così spiacevole in confronto. Se non si oltrepassano certi limiti, si ha ancora il diritto di pensare oggi, non è vero? Certo, non bisogna superare certi limiti, ma se si rimane entro quei limiti, si può ancora pensare. Ciò che ho appena descritto è immanente all’evoluzione occidentale e, attraverso di esso, verrà senza tardare.




Rudolf Steiner, La libertà di pensare e le menzogne del nostro tempo
Quarta conferenza, 4 aprile 1916











 

lunedì 24 gennaio 2022

 



“ Sono le mappe che creano gli imperi “. Sono fondamentali per l’effettiva “ pacificazione, civilizzazione e per lo sfruttamento “ di territori immaginati o desiderati, anche se in pratica ancora non conquistati. Bisogna conoscere posti e persone per controllarli. “ Le linee stesse della mappa “ ha scritto John B. Harvey, grande storico della cartografia, erano la lingua della conquista, con la quale “ gli invasori si dividono il continente, in porzioni che riflettono le loro complesse rivalità e i relativi equilibri di potere “.(…..) Il cartografo, stabilendo tale ordine, diventa uno strumento del potere, riducendo la realtà a due sole possibilità, mappa e oblio. La verità del cartografo cristallizza il messaggio che Google e tutti gli altri capitalisti della sorveglianza vogliono imporre agli umani: se non siete sulla mappa non esistete.




Shoshana Zuboff, Il capitalismo della Sorveglianza 



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