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lunedì 1 dicembre 2025


 


“ Non desidero che crediate quello che vi dico, desidero che lo pensiate “.


Rudolf Steiner

lunedì 9 giugno 2025


 




Come al concilio di Costantinopoli venne eliminato lo spirito,vale a dire fu stabilito per dogma che l’uomo aveva solo corpo e anima e che era eretico parlare di Spirito, così si tenderà in altre forme a eliminare l’anima, la vita dell’anima. Verrà il tempo, forse neppure in un futuro troppo lontano, in cui in un congresso come quello tenuto nel 1912, si svilupperà dell’altro, in cui si presenteranno altre tendenze, in cui si dirà che è patologico pensare allo spirito e all’anima. Sono sani soltanto coloro che parlano solo del corpo. Si considererà un sintomo patologico se qualcuno cresce e arriva al concetto che ci sono uno spirito e un’anima; costoro saranno considerati malati. È anche sicuro che si inventeranno delle medicine adatte con le quali agire. Allora si eliminò lo spirito, l’anima sarà eliminata con medicine. Da una “ sana concezione “ si scoprirà un vaccino grazie al quale l’organismo, meglio se nella prima infanzia, meglio se appena nato, sarà elaborato in modo che non arrivi al pensiero che esistano un’anima e uno spirito. Due concezioni del mondo si confronteranno con grande asprezza: una penserà come siano da formare idee e concetti che siano adatti alla vera realtà, alla realtà dello spirito e dell’anima; l’altra, che seguirà l’odierno materialismo, ricercherà il vaccino che renderà “ sano “ il corpo, vale a dire lo renderà tale che per sua costituzione non parli dí sciocchezze quali anima e spirito, ma “ sanamente “ parli delle forze che vivono nelle macchine e nella chimica, che costruiscono dalla nebulosa cosmica pianeti e soli. Lo si otterrà con procedure corporee. Si affiderà ai medici materialisti l’eliminazione dell’anima dall’umanità.



Rudolf Steiner, dal ciclo di conferenze: La caduta degli spiriti delle tenebre

Dornach, 7 ottobre 1917

mercoledì 29 gennaio 2025





 Immaginiamo una schiera di bambini che rompano vasi, piatti, bicchieri e tutto quanto hanno nella casa dei genitori: li si guarda e si pensa come si possano fermare, perché essi corrono sempre in cucina e nella stanza da pranzo dove ci sono gli oggetti da rompere. Alla fine si scopre come poterli fermare. Un certo numero di persone, magari quelle che vorrebbero educarli, stabiliscono di prendere e rompere tutto quanto è fragile, fino a che non ci sia altro. Allora nulla viene più rotto e la distruzione finisce! Non so quanti non stimerebbero matti educatori del genere. Tutti ne converranno. Se però gente che si ritiene saggia grida nel mondo che si deve continuare la guerra sanguinosa fino a che non vi sia la pace, che si deve prima distruggere tutto affinché sulla terra non siano più possibili distruzioni, ciò viene considerata saggezza. È considerata saggezza continuare a uccidere per eliminare le uccisioni, per combatterle.

Per chi abbia ancora un barlume di logica questa non è più saggezza, come non lo è quella dell’educatore di una schiera di bambini che dica: affinché più nulla venga distrutto, vedo di raccogliere tutto alla svelta, in modo che venga rotto anche l’ultimo pezzo; così più nulla verrà distrutto. Come mai la gente chiama sciocchezza l’ultima affermazione, e la prima politica dell’avvenire?


Rudolf Steiner, La caduta degli Spiriti delle Tenebre, prima conferenza 29 settembre 1917

giovedì 21 aprile 2022

La superstizione negativa

 Oggi qualcuno costruisce una macchina; lo fa credendo che in realtà non capita nulla se non che costruisce la macchina, e che peraltro quest’ultima produce qualcosa. Ma abbandonarsi a questa credenza, sarebbe fondare quello che oggi è generalmente diffuso e che si può chiamare superstizione negativa. La superstizione, è la credenza in spiriti là dove non ve ne sono; ma si può anche non crederci là dove ve ne sono: è la superstizione negativa, alla quale una numerosa umanità si dedica oggi senza saperlo inizialmente, perché non ci si è ancora abituati a pensare in una prospettiva morale illuminata dall’insieme dei legami cosmici; oggi, da questo punto di vista, si pensa solo da un punto di vista meccanico.


Rudolf Steiner, Dornach 26 Novembre 1916







Il computer ENIAC, “ pensato “ nella scuola elettrotecnica di Moore, in Pennsylvania. Pesava 30 tonnellate.

giovedì 18 giugno 2020






Gli uomini che dall’epoca nostra in poi non svilupperanno una comprensione per lo spirito che sta dietro al sensibile, per il mondo dello spirito che sta dietro al mondo dei sensi, somiglieranno a coloro che nel corpo fisico hanno talmente guastato il loro sistema respiratorio che non possono trovar aria per respirare e hanno difficoltà di respiro.





Rudolf Steiner, 1 gennaio 1912

giovedì 4 giugno 2020








Le potenze arimaniche influenzano l’evoluzione attuale dell’umanità, in modo tale che questa umanità possa soccombere il più possibile alla sua tentazione.
Il giorno in cui Arimane apparirà sotto forma umana nella civiltà occidentale, anche se è vero che a questo punto essa non potrà più essere chiamata una civiltà. Non bisogna illudersi su queste cose.
Arimane apparirà in forma umana.
Tutto dipenderà allora dalla preparazione che si sarà potuto fornire agli uomini.
Soccomberà l’intera umanità civile, o piuttosto gli uomini saranno in grado di resistergli?
Ai nostri giorni, gli uomini si allontanano da queste verità, le fuggono, e non si può strapparli al loro sognare di fatto privo di preoccupazione, perché si verrà beffati, ridicolizzati, vituperati!



Rudolf Steiner, tratto da “ Entità Ostacolatrici “

mercoledì 25 marzo 2020







La differenza fra me e il mio simile, non consiste per nulla nel fatto che noi viviamo in mondi spirituali diversi, ma nel fatto che, da un comune mondo di idee, egli riceve intuizioni diverse dalle mie.




Rudolf Steiner

lunedì 16 settembre 2019








Soltanto e unicamente quando ogni Io è così libero e indipendente da poter anche non amare, soltanto allora il suo amore è un dono del tutto libero.




Rudolf Steiner

martedì 6 agosto 2019









Non riconosco alcun principio esterno al mio agire, perché ho trovato in me stesso la causa dell’azione, l’amore per l’azione. Non esamino razionalmente se la mia azione sia buona o cattiva: la compio perché l’amo.




Rudolf Steiner, La filosofia della libertà 

mercoledì 18 maggio 2016


Se la gente ammette qualcosa solo sulla base dell'esperienza personale, allora in realtà nessuno dovrebbe credere alla propria nascita. ( .....) Quando qualcuno dice: " Non credo al mondo spirituale senza averlo visto io stesso ", allora gli si può far notare: " E la tua nascita? Sembri credere che vi sia stata, eppure non puoi averne una conoscenza diretta ". Persino una cosa tanto importante per la vita umana è cosciente solo per deduzione con la normale consapevolezza. Diamo per certo di essere nati, perché arriviamo a questa conclusione vedendo, osservando, che altri esseri umani sono nati. Ma ci basiamo solo su una deduzione.


Rudolf Steiner






mercoledì 6 gennaio 2016


Adesso si è arrivati al punto che grandi gruppi di persone affermano di essere devoti al Cristo! - Ma il nome non necessariamente rappresenta l'Essere che costoro sostengono di adorare. Quello che conta non è che si chiami qualcosa Cristo, che ci si faccia delle rappresentazioni di questo Cristo, ma a quale entità reale si rivolga il mondo umano del sentire. E se, ad esempio, ci si fa di questa Entità Cristo un'immagine molto terrena, se, durante il proprio apprendistato, si viene avvicinati ad essa in maniera militaresca per quanto riguarda la modalità con cui preparare la propria anima per farsi una rappresentazione del Cristo - come, ad esempio, nei panni di re Gesù con i suoi seguaci, rap presentandosi al tempo stesso l'esercito del re Gesù - in questo caso può avvenire, se ci si fa un'immagine del Cristo così materiale, che si attribuisca il nome di Cristo ad una entità del tutto diversa. In tal caso, in realtà, si rivolge la propria anima a un'entità molto diversa, chiamandola erroneamente Cristo. E ciò accade molto spesso, accade che si sperimenti questo in modo del tutto particolare.


Rudolf Steiner, 21 settembre 1920








mercoledì 9 dicembre 2015


Le persone diventano semplicemente stupide se non prendono coscienza che l'uomo normale deve superare la stupidità che sempre lo minaccia, giorno dopo giorno, ora dopo ora, mentre rimane uomo solo se rimane infantile, vale a dire se rimane geniale. Infatti, se abbiamo mantenuto nel giusto equilibrio l'infantilità, siamo dei geni. 


Rudolf Steiner







domenica 19 aprile 2015

Sulla gioia


Se mi è concessa una parola schietta, che cosa infatti potrebbe darmi maggior gioia? Ho la massima gioia perché un uomo, con forza autonoma, in modo indipendente, attingendo a se stesso, libero, senza attenersi direttamente a ciò che io dico ma sulla base delle proprie capacità espone le cose basandole sulle cose stesse. Chi vuol lavorare liberamente, di null'altro si rallegrerà quanto di una personalità indipendente che lavori spalla a spalla con lui e dia quel che è in grado di dare dopo aver riconosciuto la sua connessione con l'insieme.


Rudolf Steiner





lunedì 23 febbraio 2015

Quel che vi è di grande..

Quel che vi è di grande e di edificante nel contemplare dei bambini è il fatto che i bambini credono nella moralità del mondo, e perciò credono che il mondo deve essere imitato.
Il bambino vive nel passato, ed è un rivelatore del passato pre-natale.
Non del passato fisico, ma di quello animico-spirituale.


Rudolf Steiner






venerdì 2 gennaio 2015








" Molto interessante è che la pancia pensa in modo molto più veloce della testa. Se ora uno diventa debole nella testa e non contrappone più la resistenza necessaria ai pensieri che salgono dalla pancia, ecco che i suoi pensieri traboccano. Si è ipnotizzati dalla propria pancia".



Rudolf Steiner

venerdì 26 dicembre 2014

Occorre prendere una risoluzione coraggiosa: da una parte la decisione risoluta di essere del tutto diversi dai contemporanei, dall'altra quella di intendersi comunque con la gente.

Rudolf Steiner


martedì 26 agosto 2014

sulla danza






" Pensate ora quanto segue: come uomini noi abbiamo continuamente la tendenza a imitare, con i movimenti delle nostre membra, i movimenti dell'universo. Che cosa facciamo allora? Danziamo. In verità noi danziamo. La danza ordinaria non è che una danza frammentaria. Ogni danza proviene dall'intenzione di riprodurre coi movimenti in generale, e in particolare coi movimenti delle membra umane, i movimenti che i pianeti e gli altri corpi celesti compiono, e che la terra stessa compie. Ma allora che cosa accade nella testa e nel petto quando, nei movimenti che eseguiamo come uomini, imitiamo danzando i movimenti cosmici? Accade come se, nella testa e nel petto, quei movimenti si arrestassero; essi non possono proseguire, attraverso il petto, fin nella testa, perché questa riposa sulle spalle e non lascia i movimenti proseguire fin nell'anima. L'anima deve partecipare ai movimenti in tutta calma, e perciò la testa riposa sulle spalle. Che cosa fa l'anima? Essa comincia a riflettere come uno specchio ciò che le membra compiono danzando. Essa comincia a borbottare quando le membra compiono dei movimenti irregolari; comincia invece a sussurrare dolcemente quando quei movimenti sono regolari, e si mette addirittura a cantare quando le membra riproducono gli armonici movimenti cosmici dell'universo. Così il movimento di danza si trasforma esteriormente nel canto, e interiormente nella musica".



Rudolf Steiner 

sabato 17 maggio 2014







" Le gioie sono doni del destino che mostrano il loro valore nel presente.
Le sofferenze sono invece sorgenti di conoscenza il cui significato si mostra nel futuro".


Rudolf Steiner

mercoledì 14 maggio 2014







" Nessuno si avvia ad un giudizio ponderato e sicuro in se stesso, quanto chi abbia preso le mosse da una antica nobile disposizione ad accendersi di sdegno di fronte a ciò che è ignobile, stolto e immorale (....) Chi studia la vita, osserverà che l'uomo incapace di avvampare di generoso sdegno di fronte ad una slealtà o ad una stoltezza, non giunge neppure a sensi di vera indulgenza e di vero amore".


Rudolf Steiner 

martedì 1 aprile 2014







" Qualsiasi sforzo verso la verità può essere danneggiato, se l'uomo non tiene conto che ogni aspirazione verso la verità richiede anzitutto ch'egli si stacchi da se stesso. (....) La verità è dunque caratterizzata dal fatto che essa esige severamente, se si vuol progredire per suo mezzo, che si distolga lo sguardo da noi medesimi e ci si dimentichi".


Rudolf Steiner 
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