domenica 8 aprile 2012






" Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto."


Giovanni, 12, 24

la neve dei narcisi..





La neve dei narcisi era rimasta vergine di qualsiasi impronta umana; i rapitori di Dio avevano camminato nel cielo. Il giardiniere curvo verso terra stava sarchiando un'aiuola: alzò la testa sotto quel cappellaccio di paglia che lo aureolava di sole e d'estate; io caddi in ginocchio, invasa da quel dolce tremito delle donne innamorate che si sentono traboccare per tutto il corpo la sostanza del proprio cuore. Aveva sulla spalla il rastrello che gli serve per cancellare le nostre colpe: stringeva nella mano il gomitolo di filo e le cesoie affidati dalle Parche al loro fratello eterno. Si apprestava a scendere all'inferno per la strada delle radici. Conosceva il segreto del rimorso delle ortiche, dell'agonia del verme: il pallore della morte non lo aveva abbandonato, e così pareva essersi travestito da giglio.

Marguerite Yourcenar
Maria Maddalena o Della Salvezza


Anche se a propulsione spirituale, per troppo tempo l'immagine del Risorto l'abbiamo descritta come quella di un dio-uomo-missile che, concluso il viaggio terrestre, si allontana più veloce della luce per riprendere il suo posto alla destra del Padre.
Ecco che invece Maria di Magdala incontra un giardiniere, nulla di più inutile se immaginato nell'altrove del cielo o nel vecchio buon Eden dove mai ci fu bisogno di rastrelli.
Dunque un giardiniere, uno che trascorre il suo tempo a proteggere radici, potare rami, contenere muretti che spanciano, controllare lune, e poi seminare, trapiantare, innaffiare.. immaginare.
Tutte assunzioni di responsabilità e nessuna pretesa di proprietà.
Felice Pasqua di Resurrezione!


vincent



sabato 7 aprile 2012

un luogo all'uomo..






Questa Croce,dunque, è Lei che ha congiunto tutte le cose per mezzo del Logos e ha posto un limite agli esseri generati e inferiori; quindi, si è espansa in ogni cosa. Ma questa non è la croce di legno che tu vedrai, quando discenderai di qui. Nè quello sulla croce sono io, che ora tu non vedi, ma ne odi solo la voce. Fui creduto quello che non sono, non essendo quello che ero per molti altri. Quello che poi diranno di me è misero e indegno di me.( ....) Tu odi che io ho sofferto, e che non ho sofferto; che non ho sofferto, e che ho sofferto; che fui trafitto e che non fui trafitto; che fui appeso e non fui appeso; che il sangue scorse da me, e non scorse; in breve, quello che altri dicono di me, non l'ho sperimentato, ma quello che gli altri non dicono, io l'ho sofferto. Ciò che questo significa te lo spiego; so che tu lo comprenderai. Riconoscimi dunque come l'arresto del Logos, il trafiggimento del Logos, il sangue del Logos, la ferita del Logos, l'appendimento del Logos, il dolore del Logos, l'inchiodatura del Logos, la morte del Logos. E così io parlo, dopo aver dato un luogo all'uomo. Riconosci, dunque, dapprima il Logos, quindi conoscerai il Signore e per terzo l'uomo e ciò che ha sofferto.

Atti di Giovanni   

giovedì 5 aprile 2012







" La mia entrata nella sala del banchetto bloccò ogni mascella; gli Apostoli si alzarono in tumulto temendo di essere infettati dal contatto con la mia gonna: agli occhi di quei benpensanti io ero impura come se fossi continuamente mestruata. Dio soltanto se n'era rimasto sdraiato sul suo sedile di cuoio: io riconobbi d'istinto quei piedi consumati fino all'osso a forza di camminare su tutte le strade del nostro inferno, quei capelli pullulanti di parassiti d'astri, quegli immensi occhi puri come i soli frammenti che gli restassero del suo cielo. Era brutto come il dolore; era sporco come il peccato. Caddi in ginocchio, ringhiottendo il mio sputo, incapace di aggiungere un sarcasmo all'orribile peso di quella desolazione di Dio. Vidi subito che non lo avrei potuto sedurre dal momento che non mi fuggiva. Mi sciolsi i capelli come per coprire meglio la nudità del mio peccato; vuotai davanti a lui la fiala dei miei ricordi. Capivo come quel Dio fuorilegge avesse dovuto sgusciare un mattino fuori dalle porte dell'alba, lasciandosi dietro le persone della Trinità sbalordite di essere rimaste in due. Aveva preso alloggio nella locanda del tempo; si era prodigato con innumerevoli passanti che rifiutavano di dargli l'anima ma pretendevano da lui ogni sorta di gioie tangibili. Aveva sopportato la compagnia dei banditi, il contatto dei lebbrosi, l'insolenza dei gendarmi: accettava come me l'orribile sorte di appartenere a tutti."


Marguerite Yourcenar, Maria Maddalena o Della Salvezza
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