domenica 6 settembre 2015

sabato 5 settembre 2015

Non credo in un Dio che ami intervenire
Ma so, cara, che tu ci credi
Ma se ci credessi, mi inginocchierei e Gli chiederei
Di non intervenire quando si tratta di te
Di non sfiorarti neanche un capello 
Di lasciarti così come sei
E se proprio Lui volesse guidarti 
Allora che ti conducesse fra le mie braccia

Non credo all'esistenza degli angeli
Ma quando ti guardo mi convinco invece che sono veri
Se ci credessi li evocherei tutti insieme
E chiederei loro di proteggerti
E di accendere ognuno una candela per te
Per renderti la strada luminosa e chiara
E per farti camminare, come Cristo, nella grazia e nell'amore
E guidarti fra le mie braccia

Ma credo nell'amore
E so che anche tu ci credi
Credo che esista una strada 
Lungo la quale potremmo incamminarci, tu e io,
Perciò fate bruciare le vostre candele
Per rendere il suo viaggio luminoso e puro
Affinché lei torni ancora 
Sempre e per sempre
Fra le mie braccia, O Signore
Fra le mie braccia, O Signore 
Fra le mie braccia, O Signore 
Fra le mie braccia



venerdì 4 settembre 2015

Passato,presente,futuro

I quotidiani assolvono come possono il loro compito di informare, ma poi debbono far quadrare i conti. Ma anche il cuore deve vedersela con i suoi bilanci, deve poter comporre le immagini in un insieme che abbia senso. È il suo compito. Altrimenti sono guai. Vediamo.
Lo sguardo di lei, la dea statuaria, è intimamente assorto. Non conosce tempo e, al di là dell'avvenenza  conquistata nella forma corporea, non brama spazio. Forma umana perfettamente isolata nel recinto della propria perfezione. Desiderabile, certo, ma non più desiderante.
Di contro, il corpicino inanimato del bimbo, spiaggiato come un cucciolo di balena, esserino il cui desiderio mai potrà trovare strada per il suo compimento.
In entrambe le immagini, comunque, una calma inquieta, una minacciosa sospensione inanimata.
A riscattarla, tra il passato della dea bella e impassibile e l'impossibile futuro del bimbo, il presente nel gesto pietoso del poliziotto sull'arenile di Bodrum. Turchia. Asia Minore. Mondo. Mondo? Si, il nostro mondo.

vincent




giovedì 3 settembre 2015


Non è una coincidenza che molte migliaia di sauditi abbiano aderito allo stato islamico o a quelle associazioni di beneficenza del Golfo Persico che hanno spedito o spediscono donazioni all'Is. È perché tutti questi gruppi jihadisti - l'Is, Al Qaeda, il fronte Al-Nusra - sono una filiazione ideologica del wahabismo iniettato dall'Arabia Saudita nelle moschee e madrassa ( le scuole religiose ) di tutto il mondo islamico, dal Marocco all'Indonesia passando per il Pakistan. E noi, l'America, non li abbiamo mai chiamati a renderne conto, perché siamo drogati del loro petrolio, e i drogati non dicono mai la verità ai loro spacciatori.


Thomas L. Friedman 





martedì 1 settembre 2015

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