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venerdì 9 giugno 2017
martedì 6 giugno 2017
Avete sentito quel silenzio assoluto che risuona sulla terra, poco prima che cali la notte? Solo un orecchio predisposto al dispiegarsi profondo degli esseri può captarlo, sfuggendo ai rumori che disturbano. Quello che chiamiamo una coppia, nel senso inaccessibile del termine, si forma quando due persone sentono questo dispiegamento ciascuna dentro di sé, reciprocamente e nel mondo circostante. Nessun'altra persona può entrarvi. È così che siamo diventati una sorta di coppia, lui ed io.
Julia Kristeva, L'Horloge enchantée
domenica 4 giugno 2017
Diavoleria 30
L'odio non scompare né nell'amore, né negli esseri parlanti che noi uomini siamo: tutti gli esseri viventi hanno " pulsioni " aggressive, e gli esseri umani di entrambi i sessi sono abitati da " affetti " che sono pulsioni accompagnate da rappresentazioni psichiche, tra esse l'odio è più antico dell'amore. (....)
Per di più, contrariamente all'oggetto d'amore, l'oggetto dell'odio non delude mai.
Julia Kristeva, Del Matrimonio considerato come un'arte
sabato 3 giugno 2017
venerdì 2 giugno 2017
Se non ci sentiamo estranei a noi stessi, non incontreremo mai uno straniero, ivi compreso qualcuno che vive dietro l'angolo. (.....) Dunque, " per amore dell'altro ", vuol dire che mi aspettavo dall'altro - e aspetto sempre dall'altro che io stesso sono- delle sorprese.
Philippe Sollers
giovedì 1 giugno 2017
Non si dice mai, ma Bach da piccolo era un bambino particolarmente giocherellone, birbante, sfrontato, spesso fuggiva da casa. Al di fuori della passione precoce per la musica e della sua precisione nei compiti che gli venivano assegnati, lo si vedeva correre per la campagna, nei dintorni di Eisenach. Chi non lo ha visto svignarsela, partire, volare via, fermarsi bruscamente, ripartire a rotta di collo, stendersi con le braccia incrociate sul prato, rialzarsi, correre a perdifiato, poi sedersi e meditare a lungo, prima di riprendere le sue giravolte che hanno preoccupato tanto sua madre, non può capire nulla del suo modo di tenere il tempo, o più esattamente di " temporeggiare ", regolare la tempesta e questa atroce storia di crocifissione. Resuscitare le spirali, ecco il viaggio. Ed è ciò che rabbuia il volto del re di Prussia, presso il quale il vecchio Bach è appena giunto. Sono a tavola. Un valletto viene a riferire qualcosa al re. Si alza e dice: " Signori, il vecchio Bach è arrivato ". Allora tutti quanti si alzano, dopo che si è alzato il re. Se ne infischiano, certamente, va messo alla tastiera il vecchio Bach. Non si sa se ha cenato. Ha viaggiato sotto la neve, e deve esibirsi, non è certo lì per mangiare. È proprio questo che rabbuia il volto del re: la gioia sbalorditiva e infantile del vecchio Bach sulla quale il tempo non ha nessuna presa, la sua ininterrotta preghiera, il movimento di perpetua adorazione, in breve il suo amore.
Philippe Sollers, " Les Voyageurs du Temps " ed. Gallimard
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