mercoledì 16 gennaio 2019






Per tre secoli, gli ideali liberali hanno ispirato un progetto politico che puntava a dare al maggior numero possibile di individui l’opportunità di perseguire i propri sogni e realizzare i propri desideri. Oggi siamo più vicini che mai al conseguimento dell’obiettivo; ma anche più vicini che mai a renderci conto che si tratta di un’illusione. Le tecnologie che abbiamo inventato per aiutare gli individui a realizzare i loro sogni sono proprio le stesse che rendono possibile riprogrammare quei sogni. E allora, come faccio a fidarmi dei miei sogni?
Questa scoperta potrebbe regalare agli esseri umani un tipo di libertà del tutto nuovo. Finora ci siamo sempre identificati in pieno con i nostri desideri, anelando alla libertà di realizzarli; ogni volta che un pensiero si affacciava alla coscienza, ci mettevamo ai suoi ordini. Passavamo il tempo a girare come trottole, sospinti da un’altalena impazzita di idee, sensazioni e desideri che erroneamente credevamo rappresentassero la nostra spontanea volontà. Che succede, se osserviamo con attenzione il prossimo pensiero che ci salta in mente e ci chiediamo: “ E questo da dove viene? “



Yuval Noah Harari

martedì 15 gennaio 2019







Il gioco delle somiglianze è in Sicilia uno scandaglio delicato e sensibilissimo, uno strumento di conoscenza... a chi somiglia l’ignoto del museo Mandralisca? Al mafioso della campagna e a quello dei quartieri alti, al deputato che siede sui banchi della destra o a quello che siede sui banchi della sinistra, al contadino o al principe del foro; somiglia a chi scrive questa nota - ci è stato detto - ; e certamente somiglia ad Antonello. E provatevi a stabilire la condizione sociale e la particolare umanità del personaggio. Impossibile. È un nobile o un plebeo? Un notaro o un contadino? Un pittore un poeta un sicario? Somiglia, ecco tutto.



Leonardo Sciascia

lunedì 14 gennaio 2019






Susan Griffin affronta lo shock da granata con un’immaginazione più ricca di sensibilità. La Griffin legge l’immprovvisa paralisi e incapacità di articolare la parola, il tremore, la perdita del controllo degli sfinteri e la dilatazione delle pupille degli occhi annebbiati dalle lacrime come la ricomparsa del corpo femminile del maschio, dopo la lunga rimozione dovuta all’indottrinamento militare. Il rimosso ritorna nel sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Amore struggente per i compagni dilaniati dalle bombe, comprensione per i feriti piagnucolanti. Accanto al soldato in combattimento c’è la sua ombra, un sé “ tenero e dolente “. “ Intorno è tutto un tenerume: le ferite, la carne marcescente, i morti “. E la terra: “ sdraiato in un piccolo avvallamento, feci l’amore con la terra “ scrive Philip Caputo, che si era buttato al suolo per ripararsi dal fuoco nemico. La terra come rifugio, come letto, grembo, donna.



James Hillman, Un terribile amore per la guerra 

martedì 1 gennaio 2019

Todosentimento (De Vito-Buarque)







Una quantità di uomini eccellenti sono stati dei falliti perché i loro particolari talenti non si adattavano all’epoca e al luogo in cui vivevano. A lungo andare immagino che siamo tutti dei falliti, o il mondo di oggi non sarebbe così com’è.



Raymond Chandler 
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