Etichette
-cor-aggio
(2)
.
(11)
..
(10)
..dal secolo passato
(84)
..dal secolo passato cor-aggio
(2)
.basso impero
(17)
.fotografia
(8)
1948
(26)
angeologia
(10)
anniversari
(21)
annunci
(8)
antroposo
(1)
antroposofia
(20)
astrosofia
(8)
basso impero
(115)
basso impero vincent
(1)
best of Bucchi
(7)
biografie
(8)
buone notizie
(25)
cartoons
(3)
cinema
(181)
contromano
(106)
cor-aggio
(65)
cortometraggio
(10)
dal secolo futuro
(44)
dal secolo passato
(17)
dalla cronaca
(81)
danza
(55)
De André
(6)
de-siderata
(1)
denaro-futuro-speranza
(27)
diavolerie
(57)
elezioni americane
(1)
epigrafe tombale
(10)
esclamativi
(28)
etimologie
(15)
Fari
(1)
fiaba/mito
(21)
fotografia
(183)
gattità
(15)
graffiti
(15)
Guzzanti for president
(3)
haiku
(5)
immagini dell'Io
(22)
interrogativi
(120)
lettere
(15)
letture
(50)
mediterraneo
(14)
meme
(20)
non di solo pane
(1)
non di solo pane..
(10)
pasta madre
(1)
peccati mortali
(14)
pedagogia
(6)
pensieri
(533)
piccolo zoo
(26)
poesia
(328)
precetti
(26)
proverbi
(15)
resistere
(56)
ri-cor-di
(10)
rudolf steiner
(46)
rugby
(27)
Satira
(1)
sicilia
(55)
solo per palati fini
(25)
sull'amore
(43)
teatro
(18)
Vandée Globe
(1)
Video musicali
(661)
vincent
(263)
zen
(118)
venerdì 26 luglio 2019
giovedì 18 luglio 2019
La fuga degli M49
C’è una vicenda parallela che merita l’attenzione di chi ha a cuore la Natura. L’orso M49 sta scappando per non affrontare i rigori del suo recinto. Poi c’è un irsuto vicepremier che dopo aver perso di vista Milioni49 - sta scappando per non affrontare lo stress di spiegare nel proprio recinto ( il Parlamento) cosa ne sa dei rubli del Metropol. Entrambi sono creature selvatiche da rispettare. Uno - l’orso - perché ha bisogno di spazi liberi per vivere. L’altro - l’irsuto - perché è cresciuto su pratoni bagnati dal Po e rifiuta la cattività di un’aula.
Salviamoli dalla prepotenza degli umani!
Massimo Marnetto
lunedì 8 luglio 2019
domenica 30 giugno 2019
Ci innamoriamo dei personaggi? Che il malato sia trattato come un personaggio in sangue e carne, come gli eroi di romanzi e serie. Chi ha pianto per una sfortunata signora russa come potrebbe non dannarsi per la paziente Anna Careni? Il medico è scrittore: osserva, ascolta, dà un nome alle cose e non può curare se non sa comunicare. Fino a quando i medici non saranno narrativi sentiremo ancora rispondere a un paziente col tumore che chiede della sua febbre: “ È iatrogena e para neoplastica. Punto “.
La mappa non è il territorio, la malattia non sarà mai il malato. Il territorio-malato ha storie, odori e sentimenti esclusivi che si riconoscono solo dopo interazioni narrative, prima della Tac. Gli scrittori-medici sono malati perché hanno letto molto, i malati sono scrittori perché hanno molto letto.
La forma è sostanza, la precisione è vita. Le parole devono essere esatte come in un cruciverba che inizia dall’uno. Co-incidere come bisturi. Il Malato è uno orizzontale, Il Medico deve essere uno verticale.
Gabriele Bronzetti, cardiologo pediatra
venerdì 28 giugno 2019
Iscriviti a:
Post (Atom)





