domenica 30 novembre 2014

Joan Mirò: Teatro dei Sogni 1di4



Joan Mirò: Teatro dei sogni, scritto e diretto da Roland Penrose, 1978


" Mirò è un uomo tranquillo, modesto. Osservarlo al lavoro nel suo studio è qualcosa di incantevole, come vedere un uccellino che costruisce il suo nido".

sabato 29 novembre 2014








Tempo fa ho seguito una scolaresca dentro le gallerie di Cima Gallina, sul passo Falzarego. Si entrava da una parte della montagna e si usciva dall'altra, un finestrone verso il Sass d'la Stria. Rivedo la scena. La marmaglia entra vociando nel labirinto. Su trenta, solo due tre sembrano minimamente interessati. Un generatore provvede all'illuminazione elettrica, se ne sente il ronzio in una delle caverne. Risatine, trillo di telefonini.
A un certo punto la guida fa spegnere la luce. Nella catacomba scende il silenzio. Gocciolio, spifferi, rombo di un temporale lontano. Nessuno fiata. La guida legge la lettera di un alpino alla mamma. L'alpino è lì, diventa uno dei ragazzi, è un loro coetaneo. Alla fine escono in silenzio, sono diversi. Aiutano a richiudere il portonazzo della montagna. Si calano in fila nel nevischio. Hanno capito.



Paolo Rumiz    

giovedì 27 novembre 2014

Patrizia Laquidara - Assenza (C.Evora-G.Bregovic)






Troppi di coloro che si occupano di bambini pensano di avere a che fare con dei piccoli idioti. Il bambino è invece acutissimo, malizioso, angosciato: i suoi meccanismi psichici sono complessi e tormentati. Purtroppo molti adulti si dimenticano della propria infanzia e si rivolgono ai bambini come a dei poveri sciocchi. E invece si tratta di entrare in comunicazione con il mondo dell'infanzia, ognuno con la propria personalità e il proprio linguaggio, da adulto a bambino, senza inutili birignao e bamboleggiamenti. Se il contatto è onesto funziona ed è l'unico possibile. (....) Quando scrivevo poesie per bambini ero io stesso un bambino che diceva poesie, che si divertiva e giocava. Io non conosco tutte le infanzie, conosco solo la mia infanzia. Quello che ricordo di allora è uno stato d'animo nel quale vivo ancora. L'infanzia è una cosa molto seria. Il mio ricordo è un periodo di solitudine assoluta, di sospetto, di mito continuo. Il tempo andava

 all'infinito, lo spazio andava all'infinito e la morte non esisteva. Questa infinità, questa perpetuità mi sgomentava e affascinava allo stesso tempo. Sapevo di essere un bambino, assumevo il ruolo con amarezza, o con dolcezza se era il caso, ma ero pur sempre io, non ero né bambino né altro.
La mia infanzia di allora è immersa in una sensazione di unicità. La mia infanzia sono io.



Toti Scialoja





  

mercoledì 26 novembre 2014

Doctor 3 - She's leaving home.wmv








" Le acque, contenute, vorranno tanto gonfiarsi da superare gli argini e far di questo nostro solido globo tutta una zuppa".


Shakespeare, " Troilo e Cressida"
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