domenica 22 febbraio 2015

Non è il tempo che passa, siamo noi..


Non è il tempo che passa, siamo noi. 
Per questo sono tornato. Perché alla bugia del tempo non ci ho mai creduto. Credo solo alla verità dei nostri corpi che invecchiano. Il resto è ancora lì, così vicino che si può toccare, e ferirsene ancora le dita, e gli occhi, e la bocca. Finché si ha un alito di fiato e una libbra di carne.
Perché sono io, ora, la mia isola fantasma. Sono io tutto quello che rimane: il quartiere diroccato della storia, la filastrocca balbettata. Il sopravvissuto, il reduce, il tempo sparito. Isola odiosamata, svenduta a prezzo di costo ai tanti gesuiti e bestie da soma del potere, bagnata da un mare dissacrato, offesa senza redenzione da questo prosperare rovinoso di olivastri.


Vincenzo Consolo





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