giovedì 2 maggio 2024

  



L’arbusto che fu salvo dalla guazza 
 dell’invernata scialba
sul davanzale innanzi al monte
crespo di pini e rupi - più tardi, nel tempo
d’estate, entra l’aria pastorale
e le rapisce il fresco la creta
grave di fronte - nelle notti
di polvere e calura
ventosa, quando non ha più voce
il canale riverso, smania 
la fiamma del fanale
nel carcere di vetro e l’apertura 
sconnessa - la plumelia Bianca
e avorio, il fiore
serbato a gusci d’uovo sullo stecco,
lascia che lo prenda
furia sitibonda
di raffica cui manca
dono di pioggia,
pure il rovo ebbe le sue piegature
di dolcezza, anche il pruno il suo candore.



Lucio Piccolo, Plumelia, la seta, il raggio verde e altre poesie

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