I quotidiani assolvono come possono il loro compito di informare, ma poi debbono far quadrare i conti. Ma anche il cuore deve vedersela con i suoi bilanci, deve poter comporre le immagini in un insieme che abbia senso. È il suo compito. Altrimenti sono guai. Vediamo.
Lo sguardo di lei, la dea statuaria, è intimamente assorto. Non conosce tempo e, al di là dell'avvenenza conquistata nella forma corporea, non brama spazio. Forma umana perfettamente isolata nel recinto della propria perfezione. Desiderabile, certo, ma non più desiderante.
Di contro, il corpicino inanimato del bimbo, spiaggiato come un cucciolo di balena, esserino il cui desiderio mai potrà trovare strada per il suo compimento.
In entrambe le immagini, comunque, una calma inquieta, una minacciosa sospensione inanimata.
A riscattarla, tra il passato della dea bella e impassibile e l'impossibile futuro del bimbo, il presente nel gesto pietoso del poliziotto sull'arenile di Bodrum. Turchia. Asia Minore. Mondo. Mondo? Si, il nostro mondo.
vincent
giovedì 3 settembre 2015
Non è una coincidenza che molte migliaia di sauditi abbiano aderito allo stato islamico o a quelle associazioni di beneficenza del Golfo Persico che hanno spedito o spediscono donazioni all'Is. È perché tutti questi gruppi jihadisti - l'Is, Al Qaeda, il fronte Al-Nusra - sono una filiazione ideologica del wahabismo iniettato dall'Arabia Saudita nelle moschee e madrassa ( le scuole religiose ) di tutto il mondo islamico, dal Marocco all'Indonesia passando per il Pakistan. E noi, l'America, non li abbiamo mai chiamati a renderne conto, perché siamo drogati del loro petrolio, e i drogati non dicono mai la verità ai loro spacciatori.
Thomas L. Friedman
mercoledì 2 settembre 2015
Foto di Raymond Depardon
martedì 1 settembre 2015
Non lo puoi sapere, quando entri nel cavallo di Troia, se alla fine sarà vittoria o morte.