sabato 22 febbraio 2014






 Ma la pura fiamma esige che la si contempli in silenzio. Un silenzio in cui si arresta l'estensione delle rappresentazioni, delle immagini, delle parole, il corso schiavizzante ed effimero del " vissuto". Si stabilisce così la quiete limpida, donata. E, dapprima lentamente, impercettibilmente, si forma uno spazio di trasparenza tra lo sguardo e il suo oggetto, tra il contenuto della visione e il vedere. La visione diventa allora trasparente, e la fiamma diventa pura come un elemento scevro di avidità, che si offre intatto all'oscurità.


Come il color oro che nella pittura bizantina fa da sfondo a tutte le figure. Ogni cosa appare in questa fiamma quieta, in questa identità del vedere e dell'esser visto, in una fiamma imperitura. E così, per opacità, sorge la pittura: tutto è dipinto prima che rappresentato, ogni cosa si staglia sul fondo della luce-elemento. E grazie a questa luce previa, a questa luce invisibile raffigurata dal fondo oro nella pittura bizantina, il visibile si offre.


Maria Zambrano  

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