giovedì 24 aprile 2014



Henri Cartier Bresson, ritratto di M.Monroe



Lo sguardo di Marilyn è preso in un'orbita di altri sguardi o per lo meno di occhiate vigili e scrutatrici, di cineprese e volti curiosi schiacciati dietro un vetro - due uomini e una donna - mentre in primo piano, girato verso di lei, come noi, come H.C.Bresson, c'è un cane il cui collare chiodato sottolinea la presenza dietro di lei di uno specchio, in parte nascosto, che dischiude una prospettiva di infiniti richiami. (.....) La veletta sul cappello e l'abito sobrio mostrano un personaggio sprovvisto di provocazione. La seduzione permane, accentuata anzi, se ci è concesso dirlo, ma sviata da noi, come Marilyn svia lo sguardo chissà dove, verso un'altra telecamera oppure da nessuna parte. Una certa stanchezza, un po' di noia forse, un impercettibile ombra di sorriso sulle labbra, la revoca di un sorriso, l'imminenza di una malinconia.
Il chiaro taglio del viso e della scollatura - larga, ma trattenuta, precisa, nudità discreta, non promessa - isola questa immagine, questa icona che resta sospesa tra gli sguardi altrui e il suo, distratto e schivo, offerta e perduta in mezzo allo spettacolo, lei stessa spettacolo che si ritrae dallo spettacolare.


Jean-Luc Nancy   

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