venerdì 29 giugno 2012




" La notte dell'italianissimo ragazzo nero racconta sopratutto una storia di cambiamento. È come se le sue reti spavalde e sfrontate il centravanti con il cuore da bambino discolo le avesse segnate anche a nome di tutti i " g2", gli italiani di seconda generazione costretti ad aspettare i tempi feroci della Bossi-Fini, quelli che dopo aver compiuto 18 anni devono farsi le code in questura per il rinnovo del permesso di soggiorno e passaporto, e magari neppure glieli danno. Ragazzi nati in Italia, iscritti nelle nostre scuole, pieni zeppi del bene e del male che è la nostra cultura contemporanea globalizzata, ma non ancora italiani per lo Stato, per colpa di una legge troppo restrittiva sulla cittadinanza ( l'ha detto anche Napolitano ), persone col divieto di iscriversi agli ordini professionali e l'impossibilità di fare esami per i concorsi pubblici, o di praticare sport in squadre nazionali. (.....) Guardando Mario, è un pò come vedere tutti i bambini e i ragazzi di colore che vanno nei nostri asili, alle elementari, al liceo, a nuoto, a basket, e chiedono solo di essere italiani anche per la legge. Forse, da oggi sarà un pò meno difficile anche per loro."  

Maurizio Crosetti      

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